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Biografia

Mario Ferrari, nasce a Borgoratto il 15 febbraio 1925, secondogenito di Ernesto Ferrari e Maria Maddalena Ricci.

Trasferitosi in Acqui Terme nel 1934 con la famiglia, trascorre la sua infanzia nella casa di Monterosso dove il padre lavorava per il conte Arturo Ottolenghi; frequenta l'Istituto statale d'arte dove consegue il diploma di Maestro d'Arte.

Al ritorno dal militare, nel 1945, affianca il padre Ernesto nella realizzazione delle opere destinate alla famiglia Ottolenghi, sue:

le splendide borchie  (più di 300) che adornano il portone del mausoleo, una differente dall'altra, frutto di grande perizia e fantasia;

la porticina che conduce alla cantina; 

la porta vetrata che scherma l'accesso al cortile interno della villa;

le maniglie dell'abitazione realizzate in ferro con ageminatura in oro, raffiguranti frutti e fiori, tutte differenti per tipologia e decorazione;

la ringhiera interna che dall'ingresso conduce al piano superiore;

la scultura intitolata "calle" e i "girasole" per citarne alcuni. 

Col tempo Mario, pur affiancando il padre nel suo lavoro alla "fabbrica di Monterosso", affina la sua arte e asseconda il suo carattere, più mite e pacato rispetto a quello paterno. Si dedica a tecniche orafe quali l'ageminatura e l'intarsio. Studia l'arte carolingia e ne è affascinato, indaga le tecniche e le applica dando vita ad un'eccellente produzione di oggetti e monili: candelieri, portagioie, gioielli.

Alterna, pertanto, a composizioni più tradizionali quali "preda subacquea", opere che cesella con una precisione maniacale.

Arricchisce le sue creazioni con piccoli animali quali coccinelle o tartarughe, dove il dorso o il carapace divengono scudi riccamente decorati con oro e pietre dure. Plasma esili fiori con variegate corolle per creare composizioni molto articolate. Abbina sapientemente al rude ferro i metalli preziosi.

Nel mentre, nell'anno 1951 sposa Rosa Poggio dalla quale avrà una figlia: Daniela.

Nel 1973 il padre muore e Mario continua la sua attività di fabbro artista  nell'officina dove aveva lavorato con Ernesto, ereditando anche il suo "magico" martello sul quale è inciso il motto che guidò l'arte di Ernesto per tutta la vita: "non omnis moriar".

Negli anni successivi produce, su commissione, numerosi elementi di arredo, oggetti e monili, nell'anno 1982 realizza un grande pannello che affigura una rete nella quale sono rimasti impigliati pesci e molluschi, la "rete oceanica". La composizione è armoniosa e le figure sono curate fin nei particolari, ricorrendo a tecniche orafe per renedere ancora più verosimili i soggetti.

Nel 1990, ancora nel pieno della sua attività artistica, travolto da un'auto pirata, poco distante dalla sua abitazione, muore, era il 16 agosto.

Info Contatti

EFFE Ernesto e Mario Ferrari
via Giuseppe Garibaldi 15
15011 - Acqui Terme
Alessandria - Italia
C.F. / P.Iva: 90023950067
Tel: +39014456541
Fax: +390144441002
architornato@me.com

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